Questione di DNA o di storia.
Questo non lo capirò mai.
So solo che mi ritrovo a vivere le stesse situazioni ogni volta. E sicuramente questo è dovuto al mio insaziabile bisogno di lanciarmi in ogni affascinante buco nero carico di miliardi di cerebro-cataclismi.
Ma a me piace farlo e credo che non smetterò mai di lanciarmi senza elastico.
Non farei mai a meno del brivido della mancanza di appoggi e certezze anche perché prima o poi sai che atterrerai.
Il problema sorge a qualche cm dallo schianto. Sarà un atterraggio morbido? Un dolce naufragare? O sarà uno sbattere i sensi contro il marmo e un triste aggrapparsi alla carta vetrata limando le proprie impronte digitali trasformando mano e corpo in qualcosa di indecifrabile.
La statistica dice che le cadute di secondo tipo storicamente vanno per la maggiore.
Ma come fare a meno del volo stesso?
Come fare a meno del fiato trattenuto e del profumato sudore sulla pelle.
Dell'ebbrezza della ricerca, della constatazione di felicità improvvisa e vera che potrà anche durare pochi attimi ma ti da il carbone necessario per macinare km su binari che non sai dove porteranno ma che ti fanno scivolare fischiettante attraverso boschi graffiati dal sole e idratati da torrenti cristallini.
Come fare a meno degli sguardi ricevuti, delle parole che ti tengono sveglio e che liberano la tua mente in una natura espressionista dove tutto anche se sfocato emana luce propria.
Come fare a meno delle corse, del fiato regalato e di quello ricevuto. Del caldo sapore della saliva che ubriaca il tuo esofago facendo fiorire nel torace un pentagramma tanto scombinato quanto armonioso.
Così ogni domanda perde il suo senso originario e tutto viene ricondotto alla semplice esistenza.
C'è gente che è nata per essere così, c'è gente che è diventata così.
Ci sono persone che hanno l'intelligenza giusta per evitare di lanciarsi e ce ne sono altre altrettanto intelligenti che non rinuncerebbero mai a questo brivido.
Ci sono esseri umani che preferiscono vivere in maniera tranquilla, quelli che ci riescono e quelli che si illudono di riuscirci.
Ci sono altri homo sapiens che cercano di riformulare la loro vita cercando da sempre la combinazione giusta utile a schiudere lo scrigno contenente la geometria perfetta.
C'è chi la trova e chi solo si illude di trovarla.
C'è chi continua a cercarla, c'è chi si è stancato di farlo e chi non si stancherà mai.
Ci sono io. Che sono stato tutti e non sono stato nessuno.
Io, non un essere speciale, non un talento ma un essere umano come gli altri che ha deciso che non si piegherà mai all'evidenza, alla trasparente realtà ma che continuerà a cercare sperando prima o poi di trovare la mappa giusta che lo conduca alla felicità.
Io, mi lancio, io mi consumo, io spero, io vivo.
A volte non riesce a capirmi ma so che mi vuole bene

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