venerdì 12 marzo 2010

Parmenide

Sono quello che non siete. Quello che siete sempre stati.
Sono quello che ricordavate di essere. Quello che sperate di essere in futuro.
Sono il momento in cui avete deciso di osare e quello in cui avete preferito non farlo.
Sono il passo in avanti e quello indietro, quello in più e quello in meno.

Sono la vostra pazzia più grande ma anche la paura che non vi fa dormire.
Sono il sudore per le corse felici e le lacrime per i ritorni tristi.
Sono i vostri viaggi verso casa e le vostre fughe in cerca di nuovi stimoli.

Sono il vostro odio e il vostro amore
Sono Dio e sono il Diavolo
Sono i vostri pugni al muro e le vostre carezze.

Sono la vostra solitudine e la vostra compagnia
Sono la vostra apnea e il vostro respiro affannoso.

Non sono nessuno e sono tutti.
Sono un uomo in un periodo strano nel quale vede passare suoi cloni davanti, che si fermano a deriderlo vedendolo privo di forza giacere sul divano.
Sono un uomo che prende fiato e urla contro una stasi infinita
che piccona il cemento ai piedi scheggiandolo poco per volta.
Sono colui che crede che prima o poi ricomincerà a camminare
Proverà ad andare oltre.
Sono l'uomo che medita un ritorno a casa e quello che ha paura di farlo.
Sono la contraddizione, la solidarietà, l'amore,
l'aiuto, l'offesa,
il deglutire, lo sputare.
Sono saliva.
Sono desiderio continuo.
Sono i miei sogni sempre presenti.
Sono l'anomalia.Sono la cosa più scontata.
Sono un coglione. Sono una brava persona.

Non voglio essere più niente.






Schiele è un buon motivo per scegliere casa




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