Era li a due poltrone da me e non servivano gli occhiali 3D per captare la sua bellezza
martedì 26 gennaio 2010
Vomitar
La banalità, la totale devozione all'intrattenimento e non al pensiero, la volgare descrizione di qualcosa che conosciamo bene e che sappiamo che non va mai come rappresentato. Che non vincono i buoni. L'eroe non è un eroe se non ci rimette le penne. Che non è possibile fottersene della realtà circostante e riformulare rapporti stabiliti per natura. E anche quelle poche volte che fosse possibile non ci sarebbero luci scintillanti e alberi in fiore a rallegrare il momento ma lacrime e nuvole, ferite difficili da curare. E anche se riuscissimo a farlo, lascerebbero cicatrici eterne. La natura non vince e quando lo fa, la malediciamo con tutta la saliva che ci rimane. Le auto corrono, i semafori diventano rossi e verdi ad intermittenza fissa e tu non ci puoi far niente. Puoi passare col rosso rischiando di rimanerci secco o consumando tanto fiato che appena arrivato al di là del fiume tu sia costretto a rallentare rendendo vano l'azzardo appena compiuto. Io non voglio un avatar, non voglio gambe nuove. Io voglio correre così come sono facendo sanguinare i piedi a furia di calpestare spine. Voglio rompermi la schiena sbattendo per terra dopo aver volato fin dove manca l'aria con la sola forza del pensiero. Voglio combattere il nemico senza una strategia o un alleato, senza grandi discorsi e riti propiziatori. Voglio combattere a muso duro con quello che ho dentro.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento