venerdì 24 settembre 2010

Tetsuo元気ですか。( How are you Tetsuo)

Joy Division, si credo vadano bene.
Non fa bene restare a casa 5 giorni su 7. Ma c'è quell'attimo, verso le 19.00, che mi ritrovo sul divano e penso che non metter piede fuori dal mio monolocale renderà la serata più tranquilla, meno soggetta a squilibri. Così decido che rimarrò li, impantanato tra la mia coperta e il posacenere che mi chiama ogni volta che dalla finestra perennemente aperta (in attesa di Peter Pan?), un piccolo sospiro ventoso porta la cenere nelle mie narici incitandomi ad attivarmi per tirar su un'altra cicca.
Sto vedendo troppi film, tanto da perdere la cognizione del tempo, non so più a che ora, per consuetudine acquisita negli anni, un ragazzo dovrebbe esser sveglio e quando dedicarsi alla pura arte del sogno.
In realtà, capita che non io riesca a distinguere la semplice realtà da quanto in quello stesso istante io stia immaginando. I due copioni si sovrappongono, giuro che mi è capitato di fare colazione in un villaggio giapponese durante l'epoca dei samurai e di cercare tra le cartacce il numero di telefono di Clementine.
Quante volte mi son fermato a parlare in coreano (naturalmente con sottotitoli) con monaci, uomini d'acciaio e fratelli yakuza emigrati a Los Angeles.
Non è affatto male, specialmente quando ti spunta alle spalle un demone con la testa di una mucca, assassinato in un istante da un petroliere del Kansas, che passa il suo tempo a fotografare una donna, moglie di una rock star paranoica e suicida di Manchester.

Ehi Tetsuo! Come te la passi?
Sto bene anche se mi sento un po’ arrugginito.
Non dirlo a me!

Ecco, è certo, mi servirebbe una vacanza da questa vita. Vacanza intesa come un lavoro stabile, frequenti rapporti con esseri umani, 8 ore di sonno al giorno, rigorosamente sul letto e non dove capita, un numero limitato di sigarette e di tazze di caffelatte, pranzo alle 13.30, nutriente, sano, da consumare seduto.
Sarebbe bello se accadesse, per adesso la vedo dura.

Ho poche idee per la testa, forse perché ho sempre pensato che la mia ispirazione derivasse dallo stare troppo bene o troppo male. Così a volte, mi ritrovo a voler progettare un nuovo video senza gli attrezzi adatti per costruirlo. Forse è anche per questo che mi nutro di idee altrui, che provo a perdermi nelle storie di qualcun altro dimenticandomi per qualche ora della mia. Provo piacere a veder vite distrutte e ricostruite, assassini fantasmagorici e rinascite contro natura. Mi da un senso di sollievo, quasi mi convince che la vita che vivo io, non è altro che un soggetto scritto così da un professionista (o da me stesso negli anni) e che basterebbero gomma e matita per rivoluzionare le pagine che io stesso sfoglierò domani.

C'è un foglio bianco li, incollato al muro, che aspetta di essere tracciato e ripreso ma so già che passeranno settimane prima che accada. Lo lascerò appeso, a ricordarmi che un foglio bianco da dipingere c'è sempre e che al momento opportuno, quando avrò forza e idee, lo spazio per esprimermi, per sperimentare nuove sfumature, ci sarà sempre.


Rubiamo a Mondadori e paghiamo a Feltrinelli.