martedì 22 dicembre 2009

Teorema

Ogni essere UMANO è il RISULTATO di un’equazione temporale fatta di STORIE, situazioni, momenti, EMOZIONI di diversa MATRICE. Ognuno porta sulla PELLE un invisibile ALONE della vita che ha vissuto, di tutto quello che ha PROVATO.

In alcuni MOMENTI capita che reminiscenze PASSATE riaffiorino, adattandosi ad un presente DIVERSO che nulla ha che SPARTIRE con una fase della vita ormai ANDATA.

domenica 20 dicembre 2009

There's such a chill...

così quando sarò triste so già cosa guardare...

giovedì 17 dicembre 2009

Scosse di assestamento. Come evitare che facciano danni

Scosse di assestamento. Le sento arrivare. Non posso evitarle. Il terremoto, quello vero, è già passato, lo so. Il pianeta Felice ha subito forti tumulti nell’ultimo mese. Ne parlano i telegiornali di mezzo mondo mentale.


Sigla: I might be wrong

Edizione straordinaria TGF

Giornalista:

“Buonasera a voi telespettatori che ci state seguendo dagli angoli più remoti dello stomaco, dei piedi e del torace.

Un terremoto di dimensioni mai viste si è abbattuto sulla superficie del nostro amato corpo. E’ stato un evento anomalo, mai scatenatosi prima. Gli epicentri delle scosse sono stati il polo nord, li dove la terra è grigia e ci sono continui temporali e il centro-ovest dove il nucleo ha smesso di pulsare per qualche ora per poi riprendere a ritmi frenetici. Le condizioni del pianeta sono inspiegabili. L’unica cosa certa è che questo terremoto ha caricato l’atmosfera di energia inesauribile e che il sole brilla più che mai.”


Le scosse di assestamento sono meno dolci di loro padre. Perché, sono cariche di dubbi, perplessità, paure e perché no, sogni.

Arrivano, e rimbombano partendo dal mantello fino alla crosta rendendo la circolazione sensoriale instabile. Vanno ad inculcarsi negli angoli vuoti, deboli del mio sistema mirando allo sconvolgimento della armonia interiore. Non posso evitarle perché fanno parte della biosfera in cui sguazzo.

L’unica cosa da fare è prevenire i danni.


Taccuino.

Kit di sopravvivenza:

Razionalità: interpretare nel modo più sensato possibile la situazione nella quale sto potrebbe rendere le scosse più facili da gestire.

Fiducia: credere nelle parole di chi ho di fronte, credere in me stesso, in quello che faccio e che dico renderebbe le scosse impotenti di fronte ai palazzi di certezze che mi son costruito.

Speranza: perché è vero che la speranza è l’ultima a morire. Anche se non basta. Serve agire, associare ad essa la volontà di accettare la situazione e continuare a fare quello che più fa star bene.

Vita: Non solo sperando ma vivendo ogni attimo che il destino avrà la cortezza di concedere, solo così le scosse non troveranno terreno da scardinare e ossa da rompere.


Ho passato molti anni a capire cosa avessi in testa, scervellandomi sul perché consumavo me stesso riducendomi ad un cumulo di macerie. Ora quelle rovine sono rinate in una nuova formula, modello Potsdamer Platz (per capirci) e non voglio che arrivi un nuovo diluvio universale a spazzar via quanto di importante son riuscito a tirare su. Non ho ancora una risposta per gli anni passati(e non la sto cercando) ma sto progettando pian piano il bioritmo da tenere da qualche tempo a questa parte.

Non avrò mai paura di dimostrare ciò che provo, anche se significa piangere. Non umilierò me stesso di fronte alla realtà circostante perché diluirei la mia anima trasformandola in acqua sporca. Crederò (e ci credo già), in quello che provo, darò fiducia alle mie azioni. Renderò (e ho già reso) un assioma l'equazione secondo la quale ho di fronte una persona vera, sincera, intELligente, incredibile, giusta (per me).

Perché lo so. Perché lo sento. Perché lo vivo.

Scosse o non scosse io sono qui, il cuore vuol battere ancora.



Tra gli snack Ferrero credo che il Tronky sia il più sottovalutato


mercoledì 16 dicembre 2009

Benetton Facebook Page!

Felix goes to Bocconi!!!

martedì 15 dicembre 2009

Consigli per i piccoli viaggi quotidiani



Scorrono gli occhi e le parole, le mastico frettolosamente ma mi riesce facile allo stesso tempo gustare ogni sapore che riescono a darmi.

Quando leggo sembro a tavola, le mie mani assomigliano a posate argentee pronte a tagliare ogni pagina in modo maldestro ma sincero contorcendo la copertina per tenere il piatto cartaceo bello rigido permettendomi la fruizione.


Il lato + del capolinea è sapere che entrerai a far parte della storia di un viaggio sin dalla prima pagina, sai che avrai la possibilità di capire la trama sin dal principio, a volte è bello avere tutto chiaro sin dall'inizio a volte no.

Ci sono momenti in cui è più intrigante entrare a far parte di un circuito quando lo stesso è già preso da un frenetico sviluppo. E' stimolante agganciarti all'improvviso senza avere ben chiaro a che punto del racconto ti trovi. A quel punto tocca cercare ogni dettaglio, ogni indizio, "Elementare Watson!"

Intercetti le voci, le storie, i profumi e tracci una mappa concettuale dell'ambiente formulando una trama ipotetica. Quando arriva il momento di scendere:


a) Immagini scenari possibili, conclusioni approssimative, sviluppi ipotetici tipo: "adesso quei due si prendono un caffè insieme e poi dritti a lavoro, stasera andranno a cena e poi da lei"


b) Nuovo giro nuova corsa, nuovo colore nuove storie


Non è male vivere facendo caso ad ogni tintinnio metallico o sonoro intorno a te, in completo Dolby Sourround con lo sfondo "E' tutto intorno a te!" (Maledetta Vodafone). Io sono li, posso sembrare non interessato, ma è solo apparenza, in realtà le mie parabole sensoriali sono attive più che mai anche se sono impegnato in qualcos'altro tipo leggere o ascoltare buone onde sonore, "Music sounds better with you" ha un bel titolo ma non è adatta ad un viaggio breve (nemmeno per uno lungo).

"We're in this togheter", invece è perfetta.

Striscia come una vipera per 30 secondi, all'improvviso inonda il tuo padiglione auricolare con un groove liquido nero metalizzato. Un liquido pastoso, una pozione industriale, tipo catrame scintillante che comincia a colarti dalle orecchie migrando sul collo, torace, addome, basso ventre, gambe. Di botto sale fino alla corteccia cerebrale like Coca-cola feat. Mentos, Texaco meet Texas, Lapilli vs Vesuvio:

"you and me, we're in this together now"


Il segreto è tutto qui, scegliere come vuoi vedere le cose. Perché tutto consiste nel plasmare lo scorrere della vita intorno a te in base a ciò che stai ascoltando, seguendo ciò che stai provando. I gesti accelerano o vanno in slow motion secondo i tuoi canoni estetici e sentimentali.


Se riesci a fare tua questa tecnica ogni piccolo movimento potrà essere unico, con una sua storia, una sua colonna sonora e stai sicuro che non tornerai mai a casa a mani vuote. Una patina di polvere nervosa rimarrà sui tuoi capelli a ricordarti quei pochi minuti di viaggio invogliandoti a scriverci su qualche stringa significante.

Leggo, ascolto, osservo, vivo in movimento.





Oggi è martedì, ieri Grande Fratello, sarà una dura giornata per Eli






venerdì 4 dicembre 2009

HOstage

paranoia stage = good ideas

mercoledì 2 dicembre 2009